26
Mag
2010

Boicottando le aziende israeliane si condannano i territori al sottosviluppo

La polemica nata in questi giorni attorno all’ipotesi, comunicata con toni trionfalistici da alcune associazioni pacifiste, che Coop e Conad avessero aderito ad una campagna di boicottaggio dei prodotti di aziende  israeliane con impianti nei territori occupati, ipotesi che pare essere finora smentita solo da Conad, suggerisce alcune riflessioni.

Lo sviluppo e le opportunità di crescita dei territori occupati, così come di qualsiasi altra zona disagiata del mondo, deriva dagli investimenti che le imprese decidono di fare in quelle zone. Solo questo può creare posti di lavoro, maggior reddito procapite, sviluppo ed emancipazione. Per i territori occupati è una straordinaria fortuna la presenza delle imprese israeliane, una fortuna che in genere non hanno le altre zone non ancora pacificate del pianeta, dove in genere nessuno va a rischiare i propri soldi. Certo, le imprese israeliane possono investire in Cisgiordania, al di qua e al di là della green line, grazie allo stato di relativa sicurezza garantito dall’esercito israeliano.

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26
Mag
2010

Ancora una volta, Silvio contro Berlusconi

La manovra è stata fatta a tempo di record, ci sono dentro molte cose buone, l’azione di governo è stata incisiva, complimenti al Ministro dell’Economia. Qui trovate i dettagli per come li si conoscono questa sera. Fra i dettagli:
Tracciabilità dei pagamenti. Scende a 5mila euro, dagli attuali 12.500 euro, con possibilità di variazione in relazione alla media europea. il tetto alla tracciabilità del contante.
Senza polemiche, riportiamo un lancio d’agenzia del 16 febbraio scorso, quando il Presidente del Consiglio presentava le candidature “rosa” del Pdl per le Regioni “rosse”:
Il premier ha riconosciuto che il metodo della tracciabilità dei pagamenti – che il governo Prodi aveva attuato tramite un decreto legge poi convertito in legge nel 2006 e abrogato dal governo Berlusconi nel 2008 – possa essere uno strumento utile per il contrasto all’evasione fiscale ma ha aggiunto che «questo sarebbe un sistema da Stato di polizia tributaria».
Ha detto poi che «per la sinistra l’evasione fiscale si potrebbe abbattere introducendo certificazione e individuabilità nei passaggi di soldi. Pensano a renderli possibili in contanti solo fino a 500 euro, per poi scendere alla cifra di 100 euro entro un anno. Dicono che così sarebbe possibile limitare l’evasione fiscale. Forse sì, ma avremmo costruito uno Stato di polizia tributaria.
25
Mag
2010

Madrid, 22 maggio: il trionfo del liberismo puro, antirazzista e multirazziale

Riceviamo da Davide Chicco e volentieri pubblichiamo:

Nel corso degli ultimi anni mi è capitato, qualche volta, d’imbattermi con amici in discorsi del tipo: “Non e’ giusto che l’Inter giochi spesso senza neanche un italiano in campo: così facendo, oltre a tradire il “patriottismo”, crea dei problemi ai giovani calciatori italiani, che hanno meno possibilità di diventare giocatori professionisti”.
Di fronte a discorsi di questo tipo, ho provato e riprovato a spiegare loro che:

25
Mag
2010

Raschiando il barile tedesco…

Nel marasma finanziario che, per la seconda volta in pochi anni, sta mandando sottosopra gli ambiziosi piani riformatori dell’esecutivo tedesco, c’è, a dire il vero, ancora spazio per l’approvazione di qualche provvedimento – in versione liofilizzata, ma pur sempre- condivisibile. Mi riferisco al taglio delle sovvenzioni alle lobby del solare (-16%) e all’accorciamento del servizio militare/civile da nove a sei mesi. Entrambe le misure, previste dal patto di coalizione siglato nell’ottobre scorso, sono un compromesso tra liberali e democristiani. Nonostante l’annacquamento rimangono però una buona cosa. Ecco perché. Read More

24
Mag
2010

Il mercato e Guido Rossi

Lo scudetto 2006 di calciopoli, lo swap Ifil-banche, le frodi fiscali di Telecom Sparkle. Non c’è vicenda discussa, nell’Olimpo della banca e finanza, in cui manchi da 30 anni il suo zampino.  Ne ha viste e fatte più di Bertoldo, ma lui sopravvive alle tempeste, gli altri ci rimettono le penne. E’ Guido Rossi. Read More

22
Mag
2010

L’Eutopia

Riceviamo, e volentieri pubblichiamo, da Gerardo Coco:

L’euro avrebbe dovuto essere l’erede del marco tedesco. Dopo il salvataggio da un trilione di usd della Grecia, si è guadagnato una reputazione da dracma greca. Chi aveva capito cosa sarebbe stata l’Europa non si stupito più di tanto di quello che sta accadendo e sa che il peggio deve ancora arrivare. Quando i malati sono “terminali” sappiamo che moriranno, ma non sappiamo esattamente quando.

Il dollaro non sta meglio dell’euro.

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21
Mag
2010

Lettera aperta al Corriere della sera contro il populismo economico

di Franco Debenedetti, Oscar Giannino, Antonio Martino, Alberto Mingardi, Roberto Perotti, Nicola Rossi, Paolo Savona, Vito Tanzi

Caro Direttore, nei momenti di grande incertezza, il ruolo dell’informazione è assai delicato. Se gli economisti rischiano spesso di essere i consiglieri del principe, estendere i rudimenti della cultura economica e finanziaria costituisce condizione per un dibattito pubblico più consapevole. Additare untori e alimentare spauracchi (come è stato fatto nelle ultime settimane) suscita gli istinti peggiori, confonde la cause della crisi, nasconde le responsabilità vere. Per questo motivo, oggi la stampa indipendente ha innanzi a sé una missione davvero cruciale. Per assolverla appieno, nell’interesse del lettore e dell’elettore, riteniamo importante richiamare l’attenzione su alcuni dati di realtà. Read More

21
Mag
2010

La via cinese alla disintermediazione bancaria

Per la serie Markets in everything, Gillian Tett sul Financial Times segnala che in Cina, in presenza di restrizioni al credito imposte dalle autorità monetarie, si è sviluppata una singolare forma di credito, chiamato minjian jeidai, che consente alle aziende di indebitarsi a breve termine da famiglie benestanti, attraverso l’azione di broker estemporanei muniti di telefono cellulare.

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21
Mag
2010

Quello che Deepwater Horizon insegna agli ambientalisti (e agli altri)

Il disastro della Deepwater Horizon, la piattaforma della compagnia eco-petrolifera Bp che dal 20 aprile ha iniziato a disperdere greggio nel mare, insegna molte cose. Ma ne insegna una in particolare, che gli ambientalisti – anziché baloccarsi col cattivo tempo tra cent’anni – dovrebbero prendere sul serio. Insegna che i sussidi creano sempre distorsioni, e che le distorsioni hanno sempre conseguenze (anche ambientali) negative, nel lungo termine. Insegna, quindi, che una buona battaglia è quella per l’abolizione dei sussidi di vario tipo alle compagnie petrolifere (oltre che alle fonti rinnovabili).

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