La riforma fiscale che verrà: fra equivoci mediatici e poche certezze
Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Marco di Siena
Si torna a parlare di riforma fiscale e ciò non lascia sorpresi. L’idea che si debba lasciare il segno nella storia (tributaria) della Repubblica costituisce una sorta di richiamo incoercibile per tutti gli esecutivi: una sorta di cliché iterativo utile a dimostrare la forza progettuale ed innovativa di una compagine governativa. Tuttavia, ad oggi, di tale presunta riforma fiscale poco o nulla si sa. In questo contesto generale a tratti nebuloso, tuttavia, sembra di scorgere un unico punto fermo: la prefigurata riforma comporterà un intervento sulla progressività del tributo personale per eccellenza vale a dire l’IRPEF. Una modifica incentrata – se bene si intende – sul superamento della tradizionale struttura per scaglioni da sostituirsi con un modulo di progressività continua (il cosiddetto modello alla tedesca). Sin qui quello che di tale ipotizzata riforma fiscale è lecito conoscere. Il resto, invece, è assolutamente opaco e non è agevole comprendere in quale direzione si intenda procedere.