30
Nov
2011

Il taglio dei salari pubblici è necessario e giustificato

La proposta di abbassare gli stipendi pubblici potrebbe sembrare una boutade, se non fosse che tale misura è già stata attuata in Europa anche dal Governo socialista di Zapatero.

In momenti di crisi economica, ma soprattutto in un momento in cui i deficit eccessivi stanno portando tutta l’Europa verso il baratro, questa tipologia di manovre impopolari sono necessarie.

Sono solo manovre populiste o esistono dei dati a supporto di tale proposta?

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29
Nov
2011

Energy Quiz

Tra venerdì e sabato scorso, l’Autorità per l’energia elettrica e il gas ha organizzato, nella persona del suo proattivo direttore per la comunicazione e la stampa, Cristina Corazza, con la Rappresentanza della Commissione e l’Ufficio del Parlamento europei in Italia, un bel seminario rivolto a giornalisti, addetti stampa, comunicatori e anche (al limite) studenti. Tema: capire e comunicare i nuovi scenari dell’energia.
Chi scrive avrebbe voluto fare una domanda-test alla platea, e anche a qualche giornalista relatore, ma l’idea è venuta in mente fuori tempo massimo.
Ora, poiché su Chicago-Blog ogni tanto si scrive di energia – non di rado con competenza e visto che Voi lettori dimostrate sempre sensibilità e particolare attenzione alla materia, mi permetto di porre a Voi tutti la suaccennata domanda:
Qual è la differenza tra cliente e utente?
Perché, sempre che questa differenza ci sia, è importante in mercati (più o meno) liberalizzati?

La cosa, a mio modesto avviso, non è di poco conto e sarebbe un peccato trascurala, specie quando si scrive di energia. E dovrebbe esserlo, per esempio, anche nel trasporto ferroviario, ma questo è un altro discorso…

A Voi dunque la risposta, e
grazie per l’attenzione

28
Nov
2011

Ipertrofia della Finanza o Problema di Misurazione?

Uno degli argomenti preferiti dai benpensanti moralizzatori dell’ordine economico – a partire dal popolo di Seattle fino agli attuali Indignados e Draghi Ribelli, passando per le voci dell’ultimo esaltato quindicenne in piazza, del politico anti-politico emergente, e dell’economista (o sedicente tale) santificato dai giornalisti – è quello dell’ipertrofia della finanza, ormai diventata un terribile multiplo del PIL mondiale.

Non è contestabile l’affermazione in sé (la confermo) quanto l’analisi delle cause, dal vulgo rintracciate semplicisticamente nell’avidità e nello strapotere della finanza ma austriacamente riconducibili all’inflazionismo delle Banche Centrali in quanto agenti monetari degli Stati; l’errore di analisi fa pensare che questo rapporto Finanza/PIL possa venir ridotto all’unità se non addirittura a meno… Ma ha senso? Che aspetto ha un mondo “equilibrato”? Read More

27
Nov
2011

L’intervento del FMI aiuta l’Italia, ma non risolve i problemi europei

Perchè l’Italia non dovrebbe accettare l’eventuale aiuto del Fondo Monetario Internazionale per 400-600 miliardi di euro, come anticipato oggi da “La Stampa”? Più di tre settimane fa, il direttore Oscar Giannino su queste colonne annunciava “arriva pure il FMI, il Governo non lo sa”.

Si parlava in quel caso del monitoraggio da parte dell’Istituzione creata a Bretton Woods, mentre oggi si parla ormai di un intervento diretto con denaro sonante.

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26
Nov
2011

Diritti acquisiti (e le risorse a chi le sottraiamo?)

Poiché le condizioni della finanza pubblica e il duro giudizio su di noi dei mercati finanziari ci impediscono di continuare con deleterie ma consolidate abitudini di  spreco delle risorse collettive bisogna con immediatezza ripristinare rigide regole di comportamenti virtuosi ai quali saranno drasticamente assoggettati …  i successori dell’attuale classe politica. Un pò prima delle calende greche, lustro più lustro meno, ma non sappiamo se prima o dopo il default.

Questa è la lettura delle recenti decisioni, regionali e parlamentari, di abolizione dei vitalizi che decorrerà tuttavia solo dalle prossime legislature e solo per i membri di nuova elezione: Read More

25
Nov
2011

Ma i mercati finanziari sono davvero solo dannosi?

Come ha già scritto, Nicolò è un po’ angosciato dall’orologio del debito che, sul sito dell’Istituto Bruno Leoni, scandisce l’inesorabile crescita delle tasse che dovrà pagare solo per rimediare ai danni prodotti da chi lo ha preceduto. Ed è alla ricerca di un meccanismo che fermi la giostra impazzita. Anche se non ha ancora compiuto gli otto mesi di vita, non gli riesce difficile comprenere che i politici hanno una evidente convenienza a spendere soldi,  che creano consenso,  senza imporre tasse, che invece il consenso lo fanno perdere. Read More

25
Nov
2011

E se abbassassimo gli stipendi pubblici?

E siamo a otto. Non stiamo dando i numeri, ma è il mercato che mette il nostro paese sempre più sotto pressione, dato che otto, è il tasso d’interesse per i nostri titoli di Stato a due anni. Un tasso tanto elevato è impossibile da sopportare a lungo e non è dunque un caso che il Fondo Monetario Mondiale abbia già preparato un fondo di salvataggio per l’Italia e per la Spagna di 46 miliardi di dollari ciascuno.

E la stessa Spagna, nonostante il cambio al vertice del paese con l’arrivo del Partito popolare guidato da Mariano Rajoy vede sul mercato secondario i tassi d’interessi dei buoni a due anni al 7,5 per cento.

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25
Nov
2011

In difesa di Efsa

Due giorni fa Lucia Quaglino ha pubblicato un post su Chicago Blog dal titolo “l’Unione Europea affonda in un bicchiere d’acqua“. Lucia giustamente criticava la normativa europea che vieterebbe di indicare, sulle etichette delle bottiglie d’acqua, ogni riferimento alla possibilità che bere (acqua) prevenga la disidratazione, sulla base di una ricerca condotta da Efsa, l’autorità europea per la sicurezza alimentare con sede a Parma.

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24
Nov
2011

L’Europa allo sbando

Le elezioni spagnole, tenutesi lo scorso weekend hanno stabilizzato la situazione spagnola. La vittoria di Mariano Rajoy, con una schiacciante maggioranza assoluta, era prevista e prevedibile, dopo i grandi problemi economici irrisolti dal Governo Zapatero. Nonostante questo lo spread spagnolo rimane molto elevato nelle ultime settimane.

E non solo dalla Spagna arrivano grandi preoccupazioni. Il contagio della crisi del debito sovrano è ormai una questione europea. Il Belgio e la Francia hanno visto il loro spread esplodere nella scorsa settimana in un clima di sfiducia totale nei confronti dell’Euro e dell’Europa.

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