Digitalizzare la PA: la sfida dei processi e delle competenze
La digitalizzazione della Pubblica Amministrazione è il santo graal di tutte le riforme finalizzate a migliorare l’efficienza e la qualità dei servizi pubblici. Lo stesso Piano nazionale di ripresa e resilienza impegna nella PA circa un quarto delle risorse assegnate alla digitalizzazione nel suo complesso (9,75 miliardi di euro su un totale di 40,32).
Se guardiamo la situazione di partenza, vediamo luci e ombre: sotto alcuni profili la nostra PA ha fatto passi da gigante, sotto altri richiede sforzi ulteriori. Che sia la volta buona? Per rispondere, dobbiamo anzitutto capire dove intervenire e come. La Commissione europea da anni pubblica un indice sull’economia e la società digitale, Desi, che misura tanto la diffusione delle nuove tecnologie quanto il loro effettivo utilizzo. Ebbene, il nostro paese è un apparente paradosso: da un lato (e forse contro le aspettative) la PA appare sorprendentemente digitalizzata; dall’altro (e questo conferma l’esperienza quotidiana) i servizi di e-government non sembrano avere quei tassi di utilizzo che ci si potrebbe aspettare. Infatti, la valutazione per quanto riguarda la completezza dei servizi digitali è del 92% rispetto al punteggio massimo, i servizi digitali per le imprese arrivano addirittura al 94%, in entrambi i casi nettamente al di sopra della media Ue. Come si spiega, allora, questo disallineamento tra quello che (apparentemente) è e quello che tutti percepiamo? E come mai, se le cose stanno come sembrano stare, non c’è governo che non metta in campo un proprio programma di informatizzazione della PA?