13
Gen
2012

Smog: un’emergenza normativa?

Nella prima settimana dello scorso dicembre, a Milano ha attuato due giorni di blocco totale del traffico, con annessa chiusura delle scuole. Provvedimenti analoghi, anche se meno drastici, sono stati adottati da altre amministrazioni locali dopo molti giorni di sforamento dei limiti di concentrazione delle polveri. Divieti di questo tipo hanno scarsa efficacia, sia perché nel breve periodo i livelli di concentrazione sono fortemente correlati alle condizioni atmosferiche, sia perché gli effetti più rilevanti sulla salute si manifestano nell’arco di molti anni. In tale ottica, il parametro più significativo è la concentrazione media annuale e non quanto accade in una singola giornata o settimana. Prosegui la lettura…

13
Gen
2012

Da Cortina una svolta a favore dei controlli “live”? (gli unici che fanno deterrenza)

di Dubito*

I controlli eseguiti a Cortina nella notte di San Silvestro – al netto del clamore mediatico che ne è seguito per via del contesto tutto particolare in cui sono maturati – testimoniano la grande efficacia che essi hanno,  molto più degli accertamenti, nell’azione di contrasto alla evasione di massa.  Accertamento e controllo, infatti, non sono la stessa cosa. Il controllo si fa tramite sopralluogo e significa limitarsi a vedere se sotto gli occhi del pubblico ufficiale viene commessa o meno una infrazione. L’accertamento è invece un controllo più ampio, fatto però in differita, e che non necessita per forza di un sopralluogo. Vuol dire accendere i fari del fisco quando ormai è passato almeno un anno dai fatti, e addebitare al contribuente le maggiori imposte conteggiate in modo unilaterale, in via retrospettiva e quindi, per forza di cose, con prove talvolta labili ed inevitabilmente piene di valutazioni soggettive fatte su basi ipotetico-presuntive. Read More

13
Gen
2012

Liberalizzare le Poste: un passo importante per l’economia italiana

Poste Italiane sono state spesso prese ad esempio negli ultimi anni come caso di successo di ristrutturazione. In parte c’è del vero, dato che hanno avuto la capacità di spostare il proprio business verso il settore finanziario e da questo ottenere buona parte degli utili. Tuttavia, come dimostra anche l’indice delle liberalizzazioni, il settore postale è poco liberalizzato e permangono dei grandi problemi che riguardano l’incumbent. La principale conseguenza di questa mancata liberalizzazione è la contrazione del mercato postale.

La posizione di dominanza di Poste Italiane è stata messa in dubbio dalla legislazione europea, che lentamente nel corso degli anni, è andata in direzione di un’apertura del mercato.

Tuttavia l’azienda di Stato, continua ad avere un trattamento di favore, come dimostra anche l’analisi dell’Antitrust presentata al Parlamento una settimana fa.

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12
Gen
2012

Disobbedienza fiscale: i presupposti dimenticati, è ora di riscoprirli!

E’ tempo di riscoprire i presupposti della disobbedienmza fiscale. Pubblica e organizzata. Befera e l’Agenzia delle Entrate ed anche Equitalia non c’entrano. Chi manda bombe e proiettili, è il nostro nemico e deve smetterla al più presto. Perché ci sono cascati tutti o quasi. Per l’ennesima volta. Ed è anche per questo che nutro una considerazione sempre più elevata per Attilio Befera, il capo dell’Agenzia delle Entrate e di Equitalia, e per la sua squadra che da anni ha mutato assetto organizzativo, efficacia e risultati concreti della lotta all’evasione, in perenne crescita. Non è un camaleonte perché confermato da sinistra e destra, come ha titolato La Stampa, perché in un Paese iperammalato di spoil system se Visco e Tremonti gli hanno dato fiducia è solo per i risultati concreti. E non è vero che la lena delle Entrate si è attenuata quando non c’era Visco, come l’intemerato deus ex machina fiscale della sinistra ha tuonato in un’intervista dopo Cortina. Al contrario, Befera coglie nel segno non solo perché il recuperato fiscale è cresciuto sempre e raddoppiato in cinque anni superando gli 11 miliardi in 12 mesi. Va a segno anche perché si è fatto aumentare i poteri sia dalla destra che dal governo dei tecnici. E perché l’azione delle Entrate si svolge anche con un abile occhio agli echi mediatici delle sue iniziative. Dai vip dello sport alle star dello spettacolo ai vacanzieri di Cortina, l’incazzatura dei lavoratori dipendenti soggetti senza scampo al sostituto d’imposta è assicurata. Ma il problema non è Befera e non sono i suoi. Fanno tostamente il loro mestiere.  Il viso dell’arme è ciò che lo Stato chiede loro.  Servono lo Stato. Il problema è la politica, che dello Stato scrive le leggi fiscali. Anzi i decreti legge, le circolari e i regolamenti, in violazione dell’articolo 23 della Costituzione che prescrive la riserva di legge assoluta per i nuovi tributi. Il problema è la giustizia, che tanto in Cassazione quanto alla Corte costituzionale ha accumulato una terrificante giurisprudenza a senso unico, per la quale in materia fiscale lo Stato ha praticamente sempre ragione. Ha sempre ragione, anche quando asimmetricamente pretende per sé un rispetto assoluto dei tempi di versamento e del quantum gli si deve, mentre per pagare le fatture dovute ai privati o per il rimborso dei crediti fiscali impiega discrezionalmente anni. Ha sempre ragione, anche quando stabilisce e pretende che per la sola temeraria decisione del contribuente di accedere a contenzioso fiscale, questi debba versare allo Stato subito un terzo di ciò che lo Stato pretende e che i contribuente contesta, con in più oneri e aggi. Ha sempre ragione, anche se nel contenzioso il giudice tributario non è affatto terzo rispetto a contribuente ed Entrate, ma di fatto parte esterna e concomitante dell’amministrazione tributaria. Ha sempre ragione, anche quando con il governo Monti lo Stato dispone il pieno accesso delle Entrate non solo ai conti bancari con relativi saldi, ma a qualunque operazione bancaria da parte di chiunque. Col che in nome della lotta all’evasione e al riciclaggio passiamo da una foto statica del patrimonio e dei saldi bancari di noi tutti all’integrale film comportamentale di qualunque cosa facciamo per ogni singola unità di tempo. In maniera che un pm potrà anche solo da una successione di operazioni bancarie nel tempo incardinare fascicoli identificandoli come ipotesi di reato. E la Costituzione, dove la mettiamo? Read More

11
Gen
2012

In favore delle liberalizzazioni e privatizzazioni

La fase del Governo è pronta a partire. Questo venerdì, il famoso pacchetto liberalizzazioni dovrebbe passare in Consiglio dei Ministri.

In questi giorni si sente spesso confondere il concetto di liberalizzazione e privatizzazione. A nostro parere sono necessarie entrambe, ma sono due concetti molto differenti.

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10
Gen
2012

Separazione Eni-SnamReteGas, avanti tutta—di Enrico Morando e Federico Testa

Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Enrico Morando e Federico Testa.

“La separazione Eni-Snam – ha detto il sottosegretario Catricalà ieri sera nel corso di Porta a porta – non è una delle priorità, vedremo se sarà necessaria, ma sul gas esistono tanti altri rimedi che consentono alle imprese energivore di pagare meno il gas”. Read More

9
Gen
2012

La distribuzione locale del gas in Piemonte: “ritorno di fiamma” dei monopolisti pubblici?

Nella distribuzione locale del gas c’è il rischio di un “ritorno di fiamma” dei monopolisti pubblici. La questione è al centro di un Briefing Paper dell’Istituto Bruno Leoni. Anche il Piemonte non fa eccezione. In questo post intendiamo verificare se:  a. il mercato è potenzialmente aperto alla concorrenza; b. pubblico e privato giocano ad armi pari. Read More

7
Gen
2012

Cortina, tasse, concertazione. E la libertà?

Da Babbo Natale e dalla Befana Nicolò ha ricevuto diversi mezzi semoventi. Ma non un SUV. Non che la cosa gli dispiaccia. In realtà non li ama. Quando fa la sua passeggiata, e li incontra per strada, li trova troppo imponenti rispetto al suo passeggino. Gli precludono la visuale; in fondo, gli incutono timore. Ma certo non di più degli autobus o dei tram, e neanche dei camioncini del carico e scarico.

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7
Gen
2012

Liberalizzazioni: qualche idea per il Governo Monti

La manovra “salva Italia” da poco varata serve solo per tentare di far quadrare i conti nell’immediato, ma già nel breve termine sarà una spinta alla recessione in atto. La imminente fase duecresci Italia” dovrebbe stimolare il rilancio economico e sembra ormai certo che interverrà su liberalizzazioni, infrastrutture e lavoro.
Per quanto riguarda il primo ambito, le uniche “liberalizzazioni” che servono davvero al nostro Paese in questo grave momento sono quelle che riguardano 

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