11
Nov
2022

Se io fossi Carlo Nordio

di Pietro Di Muccio de Quattro

Se io fossi Carlo Nordio, non aspetterei che la finestra di opportunità si chiudesse alle spalle come la porta del ministero. Sarei ben consapevole d’incarnare la speranza. Da trent’anni fanno a cornate garantisti e giustizialisti, due categorie sbagliate perfino nei nomi che non significano nulla e dicono nulla se non ai tifosi dei due tori da talk-show. Chi mi conosce e mi apprezza, nutre verso di me i migliori sentimenti e la migliore predisposizione. La mia vita di magistrato, quello che ho detto e scritto, dentro e fuori delle sentenze, sta lì a comprovare che bisogna poter credere alla giustizia come essa è rappresentata dalla statua nei palazzi dei tribunali: una dea bellissima, bendata, che impugna una spada e regge una bilancia. Ebbene la bellezza, la dea italica l’ha persa da un pezzo; la benda le consente di vederci bene o nient’affatto, a discrezione; la spada è sdentata o tagliente a seconda dove colpisce; la bilancia, ah la bilancia, è un vero problema!

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5
Nov
2022

Un insegnamento di Franco Tatò

Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Mario Dal Co

Franco Tatò si è spento il 2 ottobre lasciando nel dolore le persone a lui più vicine e molti che hanno avuto l’onore di lavorare con lui. Non c’è lo spazio e non ho le competenze per ricordare tutti i successi manageriali raccolti nella sua lunga vita professionale. Mi limiterò quindi ad alcuni aspetti dell’esemplare processo di privatizzazione dell’Enel, che egli seppe condurre con mano ferma, raggiungendo risultati di grande rilievo, che possono riassumersi nella riduzione di 3 punti del debito pubblico italiano per effetto degli incassi che lo Stato fece con il solo primo collocamento, nel 1999, del 30% delle quote in mano pubblica.

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25
Ott
2022

Per una cultura economica. IBL nelle scuole, la testimonianza di un docente

Nella formazione dei nostri giovani si nota la carenza (a volte l’assenza totale) di cultura economica, e questa lacuna impedisce ai futuri cittadini di interpretare in modo corretto i grandi avvenimenti che viviamo e che influenzano le nostre vite. Globalizzazione, crescita economica, mobilità sociale, funzione della moneta, benessere e povertà, sviluppo sostenibile, svolta ecologica, mercato, ruolo dello Stato, inflazione sono soltanto alcuni dei concetti e dei temi che coinvolgono competenze economiche e che raramente vengono approfonditi nelle nostre scuole superiori. D’altra parte, i cittadini privi di una cultura sui fondamenti dell’economia non potranno prendere parte in modo consapevole al dibattito pubblico, sentendosi disarmati di fronte a questioni tanto complesse e finendo per credere a tesi propagandate sul web tanto semplicistiche quanto infondate.

Le lezioni offerte dall’Istituto Bruno Leoni, con il programma IBL nelle scuole, hanno lo scopo di colmare almeno in parte questo vuoto formativo, e lo fanno attraverso interventi in varia forma. Sono a disposizione delle videolezioni preregistrate o degli interventi dal vivo di esperti (online o in presenza). Queste occasioni, tutte gratuite, sono di sicuro coinvolgimento e portano gli studenti ad interagire con i loro docenti e (in caso di interventi dal vivo) con gli esperti di IBL.

Nella mia esperienza, ho avuto la fortuna di ospitare nella mia scuola alcuni interventi che hanno affrontato temi quali la globalizzazione e le sue conseguenze locali e mondiali, l’innovazione in agricoltura e le sue potenzialità per sfamare i popoli, il ruolo della moneta (e in particolare dell’euro) nello sviluppo dell’economia e nel benessere dei cittadini. Gli studenti sono risultati molto coinvolti, scoprendo, a volte con un certo stupore, la razionalità del mondo economico, prima sentito come astruso e riservato agli addetti ai lavori. Le questioni economiche incutono spesso paura quando sono ritenute incomprensibili, mentre la paura se ne va quando si sente di possedere gli strumenti concettuali che permettono di comprendere la realtà e di orientarsi in essa.

I temi economici sono anche parte della nuova educazione civica, visto che uno dei tre assi fondamentali di questa disciplina, introdotta negli ultimi anni, è lo sviluppo sostenibile. Questa espressione, sviluppo sostenibile, esprime la necessità di coniugare da un lato la crescita economica, unica via per sradicare la povertà ed estendere il benessere a livello locale e globale, dall’altro la sostenibilità, tema particolarmente attuale in questi anni in cui dobbiamo affrontare il cambiamento climatico e la crisi energetica. Le lezioni di IBL mostrano come la chiave per coniugare sviluppo e sostenibilità stia nell’innovazione tecnologica, la quale trova un ambiente favorevole in un contesto politico ed economico aperto e inclusivo, nel quale si può esprimere al massimo la creatività umana.

Per queste ragioni, consiglio vivamente ai colleghi insegnanti di aderire all’iniziativa IBL nelle scuole: scopriranno un momento di formazione sicuramente coinvolgente per gli studenti e molto utile anche per i docenti.

Gianluca Ustoridocente dell’Istituto Superiore Benedetto Varchi di Montevarchi (Arezzo)

Per maggiori informazioni sul programma IBL nelle scuole, o per aderire con la tua scuola, contattaci via mail all’indirizzo: scuole@brunoleoni.org.

3
Ott
2022

Il nuovo Governo scelga un ministro liberale per il Mezzogiorno

Il risultato elettorale è ormai archiviato. La competizione interna alle coalizioni – assai più che quella fra le coalizioni – ha definito i nuovi rapporti di forza e definirà in queste settimane i veri obiettivi programmatici della nascente legislatura. Per quanto se ne sa, la nuova maggioranza è già al lavoro – con apprezzabile sobrietà – per dare al più presto un governo al paese.

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12
Set
2022

La sfida dei liberal-conservatori

Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Lorenzo Annicchiarico

La sfida dei liberal-conservatori è stato il primo di volume pubblicato dal think tank Lettera150, in cui viene discussa la filosofia politica del liberal-conservatorismo, come modello alla base di una ristrutturazione della politica italiana, che ormai da tempo naviga a vista, avendo per lo più abbandonato l’ancoraggio a specifiche tradizioni di pensiero politico.

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4
Set
2022

Caro bollette e pulsioni anti-mercato. L’Italia spende troppo, le ferite si allargano

L’Italia è il terzo paese europeo che più ha speso, in proporzione al Pil, per arginare gli effetti dell’inflazione energetica. Secondo un’indagine di Bruegel, il nostro paese ha stanziato finora circa 50 miliardi di euro, pari a 2,8 punti percentuali del Pil. In questa particolare classifica, davanti a noi ci sono solo due paesi piccoli e che – per ragioni diverse – si trovano in una situazione assai peculiare, cioè la Grecia e la Lituania. Le grandi nazioni europee sono state assai più parche nell’elargire denari: la Spagna ha impegnato il 2,3 per cento del suo Pil, la Francia l’1,8 per cento, la Germania l’1,7 per cento.

Non è un primato di cui vantarsi. Tutti questi soldi, peraltro spesi all’ombra di un debito pubblico grande una volta e mezza il nostro prodotto interno lordo, hanno tre effetti. Il primo consiste nell’aver annacquato il segnale che i mercati ci stanno mandando: bisogna consumare meno perché non ci sono abbastanza risorse energetiche per soddisfare tutti i nostri bisogni. Non è un caso se il calo dei consumi in Italia è stato esiguo, diversamente da altre nazioni. Secondariamente, il governo ha bruciato risorse immense, lasciando pochissimo spazio fiscale a chi verrà dopo. Sarebbe stata una politica sensata se la crisi che stiamo attraversando fosse una fiammata passeggera: invece, purtroppo, dovremo navigare in queste acque ancora a lungo. Infine, politiche di aiuto generalizzate si sono tradotte in molti casi in una riduzione tutto sommato modesta dei prezzi, perché – per dare qualcosa a tutti – non si è dato abbastanza a chi aveva veramente bisogno.

Non a caso, il dibattito politico si sta gradualmente spostando dalle richieste inverosimili di decine di miliardi in deficit a proposte, spesso altrettanto o più dannose, di riforma e revisione dei mercati. Per esempio molti invocano un tetto ai prezzi del gas o dell’energia elettrica. Può essere vero che il famigerato Ttf è oggetto (anche) di pressioni speculative. Prima di mettere mano alle regole, tuttavia, bisogna dimostrare che i prezzi di mercato non riflettono i fondamentali. E bisogna anche rendersi conto che la speculazione, vera o presunta, è un problema di second’ordine rispetto alla questione principale, cioè lo squilibrio tra domanda e offerta.

Bisognerebbe dunque interrogarsi su come contenere la domanda e mitigare gli effetti più devastanti della crisi, anziché proseguire sulle strade gemelle della distribuzione dei pani e dei pesci o dell’intervento a gamba tesa sui mercati.

31
Ago
2022

Quale futuro per la giustizia tributaria in Italia?

Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Francesco Lucifora e Marco Montanari

In un recente editoriale IBL dedicato alla flat tax (cfr. I sei pilastri di una flat tax sostenibile) veniva, opportunamente, anzi ovviamente, sottolineato come qualunque riforma fiscale si voglia introdurre, se non si vuole che fallisca miseramente, non possa prescindere da un corretto rapporto tra fisco e contribuente; come non concordare? però, strano, gran dibattito nell’agone politico sulla riforma fiscale con “rilanci” sempre più forti dei vari movimenti e partiti a tutela della propria fascia sociale di riferimento, mentre nessuno parla o ha parlato della riforma del processo tributario; insomma fa notizia la riforma del processo civile, del processo penale ma pare che del processo tributario alle forze politiche non interessi alcunché.

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29
Ago
2022

Prescrizione tributaria: una concreta proposta per la campagna elettorale

Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Edoardo Nadalini

In piena campagna elettorale si sprecano le proposte dei partiti su quasi ogni aspetto dello scibile umano, senza poter avere, in mancanza di progetti di legge, contezza della precisa direzione che essi intendono prendere. Tra le tante questioni di cui si dibatte ha sicuramente un posto di rilievo il problema del condono fiscale, la cui definizione è evanescente e con il quale il presente contributo non ha nulla a che vedere.

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26
Ago
2022

Come si dice Azzeccagarbugli in inglese? La risposta di Antonin Scalia

C’è una nuova traduzione inglese de I promessi sposi, la prima dopo quasi mezzo secolo: The Betrothed, in libreria il prossimo 13 settembre.

Il suo autore, l’italianista Michael Moore, è stato intervistato oggi su Repubblica. Moore ha raccontato il processo creativo di traduzione dei nomi dei personaggi del capolavoro manzoniano. In alcuni casi, la dizione originaria è rimasta immutata: il cardinal Borromeo, ad esempio, è rimasto Carlo e non è diventato Charles. In altri casi, la traduzione è stata invece necessaria: così, due dei componenti della banda dei bravi, Sfregiato e Tiradritto, sono diventati, rispettivamente, Scarface e Straight Shooter

La scelta più complicata, nemmeno a dirlo, è stata quella relativa all’Azzeccagarbugli. Moore spiega di essersi imbattuto nella soluzione leggendo, un giorno, le sentenze del giudice della Corte suprema americana, Antonin Scalia. Quest’ultimo, infatti, usava “Argle-Bargle”, un nomignolo di origine scozzese, per deridere quelle argomentazioni che solo apparentemente sembrano solide, ma che in verità nascondono le proprie debolezze dietro ipse dixit ed espressioni altisonanti. E così, nella traduzione inglese de I promessi sposi, l’Azzeccagarbugli è diventato Argle-Bargle.

C’è da immaginare che Scalia sarebbe stato particolarmente orgoglioso di questo prestito linguistico, non solo per via del suo retaggio culturale, cui teneva molto, ma anche per il significato che assume alla luce del lavoro del padre, Eugene. Questi, nato Salvatore Eugenio a Sommatino, un paese nella provincia di Caltanissetta, era emigrato diciassettenne negli Stati Uniti, senza conoscere una parola di inglese, e lì aveva studiato fino a diventare professore di lingue romanze al Brooklyn College e uno dei più noti traduttori, tra gli altri, di Dante e Carducci. 

Antonin Scalia è stato uno dei giuristi più influenti della storia più recente, e un ingrediente fondamentale del suo successo è stato proprio il caratteristico stile delle sue sentenze, con cui è riuscito a coniugare un pensiero rigoroso e un uso virtuosissimo del linguaggio. Sulla vita, sull’opera e sul pensiero di Scalia è ora disponibile una piccola monografia, la prima in lingua italiana, intitolata proprio Antonin Scalia. Nel libro, tra le altre cose, si trovano ampi stralci tratti dalle sentenze, dai saggi e dai discorsi pubblici di Scalia, e che testimoniano la capacità, rara se non unica, che il giurista aveva di rivolgersi non solo ai colleghi ma anche al cittadino comune, senza mai sacrificare la profondità del pensiero alla chiarezza e al brio dell’esposizione.

Twitter: @GiuseppePortos

Il libro Antonin Scalia è disponibile sul sito dell’Istituto Bruno Leoni (spedizione gratuita) e in tutte le librerie online, anche in versione e-book.