3
Dic
2012

A Torino un pieno senza accise — di Davide Mazzarelli

Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Davide Mazzarelli.

Domani il Tea Party Piemonte offre la benzina al netto delle accise: un gesto simbolico contro il governo e per sensibilizzare i cittadini-automobilisti

Martedì 4 dicembre a Torino, presso il distributore “Tamoil” in Corso Svizzera 184, dalle ore 10.00, il Tea Party Piemonte e la sua giovanissima coordinatrice Giulia Bonaudi – in collaborazione con l’associazione “Insieme è domani” – ha deciso, in segno di protesta nei confronti di questo governo, di non far pagare agli automobilisti le accise sul carburante*.

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3
Dic
2012

Con Bersani, vincono patrimoniale e vecchi apparati

 

In molti ci avevamo sperato. Eccome. Ma Matteo Renzi ha perso. E’ stato molto coraggioso, ha posto i due problemi giusti. La necessità di una discontinuità seria rispetto ai vecchi apparati, figli dell’evoluzione diretta dal pci nella doppia matrice cultural-politica e organizzativista, e intorno ai quali si sono accampati nel tempo anche i più degli ex margheritici, per rendita di posizione. E un secco no alla patrimoniale di Bersani-Vendola, una svolta per il merito anche nella pubblica amministrazione. Ma la reazione degli stati maggiori centrale e periferici del Pd è stata durissima. Tutte le regole delle primarie sono state congegnate a questo scopo. Confermare in Bersani il principio dell’unzione carismatica dall’alto, a costo di respingere migliaia e migliaia di elettori nuovi che appoggiavano Renzi per ragioni esattamente opposte. Quali conseguenze, ora?

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3
Dic
2012

Spagna e Italia, lo spettro farlocco della sanità “privata” – di Lucio Scudiero

Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Lucio Scudiero

La scorsa settimana le dichiarazioni del presidente del Consiglio, Mario Monti, avevano richiamato l’attenzione dell’opinione pubblica italiana sulla necessità di trovare un modello sanitario economicamente sostenibile. Una banalità – a dire il vero – contro la quale l’intellighenzia di sinistra unita aveva prontamente protestato, al grido di «Allarme, allarme, il governo privatizza la Sanità». Un bluff, chiaramente, che riporta la memoria indietro ai referendum sciagurati di un anno e mezzo fa, quando per non “privatizzare” l’acqua gli italiani mandarono al macero una normativa partorita nel solco delle leggi europee che avrebbe consentito di affidare i servizi pubblici locali attraverso meccanismo di competizione. Read More

29
Nov
2012

Tasse à la carte – di Massimo Famularo

Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Massimo Famularo.

A prima vista, leggendo  l’intervento di Warren Buffet su Repubblica dello scorso lunedì (l’originale era stato inizialmente pubblicato sul New York Times) sembrerebbe che l’oracolo di Omaha (come talvolta viene chiamato il magnate che da molti anni è  ai primi posti nella classifica di Forbes degli uomini più ricchi del mondo) sia d’accordo con i sostenitori italici del tassa e spendi.

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29
Nov
2012

Per l’Ocse debito/Pil oltre il 130%. Come nel 1919

Pochi giornali hanno dato oggi adeguato risalto alle previsioni dell’Ocse sull’economia italiana nel triennio 2012-14.  Tra esse la più preoccupante è che per effetto della mancata riduzione del disavanzo pubblico (causata dalla recessione prodotta dalle manovre) il rapporto debito/Pil continuerà a crescere sino a valori mai registrati nella storia della Repubblica e visti in un solo periodo in quella del Regno d’Italia. Già nel solo 2012 del governo tecnico il rapporto sale di ben sette punti percentuali in un solo anno: dal quasi 121% del 2011 al quasi 128%. E l’anno prossimo sfonderà il 130% per portarsi nel 2014 al 132%. L’unica volta nella storia d’Italia in cui raggiunse e superò tale valore fu nel 1919,  come si può vedere dal grafico sottostante. Non è il caso allora di rottamare l’Agenda Monti prima che sia troppo tardi? Read More

28
Nov
2012

La “sindrome spagnola” e altri pericoli per l’Italia

Lo spread migliora e i Governi europei tirano un sospiro di sollievo.

L’accordo sul debito greco ha dimostrato la volontà dell’Eurogruppo di puntare sull’Euro, mentre la Spagna arriva finalmente a richiedere l’aiuto e il salvataggio europeo per le proprie casse di risparmio.

I trentasette miliardi di euro che arriveranno direttamente dall’Europa nelle casse di Bankia, Caixa Catalunya e le altre due casse di risparmio regionali nazionalizzate dal Governo spagnolo aiuteranno ad alleggerire la posizione finanziaria di questi istituti bancari che navigavano a vista.

Era prevedibile che il leader spagnolo Mariano Rajoy arrivasse a richiedere ufficialmente l’aiuto europeo dopo le elezioni catalane. Si voleva infatti eliminare il pericolo di utilizzare il “fallimento spagnolo” in ottica nazionalista catalana. Tre giorni dopo l’esito che ridimensiona il partito nazionalista CIU al Governo della Catalogna, è arrivato dunque puntuale l’aiuto europeo. Read More

27
Nov
2012

Perché Hollande non può dirsi sorpreso del suo declassamento — di Emmanuel Martin

Questo articolo è stato originariamente pubblicato sul quotidiano “Il Foglio” del 22 novembre 2012.

Moody’s ha declassato la Francia da AAA a Aa1, mantenendo un “outlook negativo” sul paese, a causa delle “sfide strutturali” di Parigi – perdita di competitività, mercato del lavoro rigido, squilibri fiscali – e della sua esposizione alla crisi europea attraverso i meccanismi di salvataggio comunitari e i suoi istituti di credito.

Quella presa dall’agenzia di rating potrebbe sembrare una decisione che genera confusione. C’è infatti chi aveva pensato che nelle ultime due settimane il presidente della Repubblica, François Hollande, avesse impresso una svolta di 180 gradi rispetto alle politiche annunciate in campagna elettorale. Per Moody’s però queste recenti misure “è difficile che siano di portata sufficientemente vasta per rilanciare la competitività”.

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26
Nov
2012

Vaclav Klaus e l’euro come problema democratico—di Franco Debenedetti

Vàclav Klaus, Integrazione europea senza illusioni, Prefazione di Sergio Romano, Università Bocconi Editore, Pag 114, € 15,00

Ci sono gli euroscettici per ragioni economiche: ritengono che l’eurozona non sia un’area monetaria ottimale, che imponga politiche che alcuni trovano troppo severe e altri troppo permissive, che non possa esistere una moneta senza stato. E ci sono gli euroscettici per ragioni istituzionali, preoccupati dei rapporti tra stati nazionali e superstato europeo. Vaclav Klaus è di questi, e per più di una ragione: perché istituzionale è la carica che ricopre, presidente della repubblica Ceca per il secondo mandato; e perché il suo paese fa parte dell’Unione Europea, ma non ha adottato l’euro.

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