4
Gen
2013

Il Punto G dell’antitrust

Ieri la Federal Trade Commission americana ha chiuso la sua indagine contro Google, assolvendola dalle accuse di violazione del diritto della concorrenza.

Si  è concluso così uno capitolo della saga che vede schierate contro Google le Autorità per la Concorrenza di numerosi paesi, capitanate dall’Unione Europea. Il più famoso (possiamo dire migliore, visto che è quello liberamente scelto dalla maggior parte degli utenti?) motore di ricerca della rete è accusato da più parti di integrare all’interno dei suoi risultati i link ai propri servizi come google maps, spostando in basso i cosidetti risultati organici, ovvero dieci link blu a pagine prodotte da altri.

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4
Gen
2013

Qualcuno ha visto il risanamento dei conti pubblici?

Il fabbisogno è un numero o un’opinione? Gli studenti del mio corso di Finanza Pubblica credono, correttamente, che il fabbisogno sia un numero. Esso rappresenta l’eccedenza dei pagamenti sugli incassi di un determinato periodo di tempo che richiede di essere finanziata tramite il ricorso a nuovi prestiti. Una volta definito il periodo temporale, l’aggregato di organizzazioni pubbliche a cui ci riferiamo (settore statale o intera PA) e precisato se il dato include o meno componenti straordinarie (quali proventi da dismissioni, finanziamenti bilaterali ad altri stati, contributi a meccanismi europei quali l’EFSF e salvataggi bancari) il numero relativo al fabbisogno dovrebbe essere uno solo. Invece nel caso dell’Italia  sono sempre due: Read More

2
Gen
2013

Il programma del Movimento 5 stelle: proposta, protesta o semplice vaffanculo?

Fine anno è tempo di agende, e non poteva mancare quella di Beppe Grillo. L’Agenda Grillo è un elenco di sedici proposte, tratte dal più ampio programma del Movimento 5 stelle. Il principale limite del programma è che fissa una serie di obiettivi senza fornire alcun dettaglio sugli strumenti per raggiungerli. In questo commento, tuttavia, ignorerò questo aspetto non banale, perché in realtà quasi nessuna piattaforma politica si sofferma su un dettaglio così triviale come la fattibilità delle sue promesse (…). Questo articolo, dunque, assume – salvo dove specificato diversamente – che gli obiettivi di Grillo siano realizzabili e che Grillo sappia come. Alla luce di questa ipotesi eroica la domanda è: siamo di fronte a un programma razionale e articolato, oppure a un confuso vaffanculo?

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21
Dic
2012

Responsabilità online: a ciascuno il suo

È buona norma commentare con cautela i dispositivi, perché sono le motivazioni a determinare in ultima analisi la bontà di una decisione – e la sua capacità di fare giurisprudenza. La sentenza resa oggi dalla Corte d’Appello di Milano, che ha assolto i tre dirigenti di Google condannati in primo grado nella vicenda Vividown, fa in qualche misura eccezione perché pone rimedio a una stortura parsa evidente sin dal pronunciamento del giudice di prime cure.

A ben vedere, l’articolazione del percorso decisorio della Corte avrà un profondo impatto su snodi sensibili quali la configurazione dei legami tra il fine di lucro e la responsabilità penale dei provider. Ma le scarne informazioni odierne – l’assoluzione con formula piena, perché “il fatto non sussiste” – già ci permettono di apprezzare  la riaffermazione del principio fondamentale della materia, formulato con chiarezza adamantina dalla direttiva e-Commerce: gli intermediari della comunicazione non possono essere ritenuti responsabili per i contenuti illeciti eventualmente trasmessi o ospitati, se non in seguito ad apposita segnalazione da parte delle autorità competenti. In altre parole: sussiste un obbligo di rimozione successiva, non un onere di filtro preventivo. E una simile responsabilità non può nemmeno essere fondata in modo surrettizio sulla base della presunta vaghezza dei termini di servizio: così come non sarebbe ammissibile sostenere la complicità di un operatore telefonico in un certo delitto, anche ammettendo che il contratto con l’utente non proibisca l’utilizzo della linea allo scopo di pianificare un crimine.

La normativa comunitaria, recepita fedelmente nel nostro ordinamento, sancisce una ripartizione delle responsabilità per condotte perpetrate in rete estremamente equilibrata. Anche a prescindere da ovvie eppure primarie considerazioni di giustizia, per cui sarebbe in ogni caso inaccettabile condannare Tizio per il fatto di Caio da quegli ignorato, il meccanismo delineato dalla direttiva e-Commerce ha un’evidente valenza pratica: quella di non costringere operatori privati a farsi poliziotti del web, sopportandone i costi esorbitanti e i rischi sul piano giuridico – per le ripercussioni che tale attività avrebbe sul profilo dei diritti fondamentali. È proprio questo bilanciamento oculato tra libertà e responsabilità, tra interessi delle imprese e interessi degli utenti, ad aver garantito sino a oggi lo straordinario sviluppo dei servizi di cui beneficiamo ogni giorno.

Dice bene Luciano Floridi: non è semplice gioire per il destino di una vicenda giudiziaria che ha richiesto oltre sei anni e un considerevole dispendio di risorse per raggiungere l’esito che appariva come il più naturale sin dall’inizio. Nondimeno, è cruciale che ora la strada sia segnata, per evitare che simili incertezze si ripresentino e compromettano l’evoluzione dell’ecosistema digitale nel nostro paese – e non solo.

 

 

20
Dic
2012

La rivolta di Atlante all’europea — di Emmanuel Martin

Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Emmanuel Martin.

Depardieu come Galt, eroe libertario di Ayn Rand (ma sussidiato)

In questi giorni la notizia di primo piano dei giornali francesi è stata l’esilio fiscale di Gérard Depardieu a Nechin, in Belgio. Il primo ministro Jean-Marc Ayrault ha definito “miserabile” il comportamento della stella cinematografica. Depardieu, che ha notoriamente interpretato Obelix, il grosso amico gallico di Asterix che trasportava menhir – pietre giganti – sulla schiena e che qualche volta le scagliava sui romani, ha risposto e lo ha fatto con un tono che sa di John Galt, il famoso personaggio di Ayn Rand. Gérard è in rivolta.

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19
Dic
2012

AMA Roma S.p.A.

Proseguiamo con la pubblicazione settimanale dei contributi più significativi a Wikispesa, l’enciclopedia sulla spesa pubblica italiana collaborativa e liberamente modificabile – e alla cui crescita tutti i lettori di Chicago-Blog sono invitati a partecipare.

 

AMA Roma S.p.A. è una società italiana che opera nel settore dei servizi ambientali. È la public utility del Comune di Roma per la raccolta, il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, per l’espletamento dei servizi cimiteriali e per il mantenimento del decoro urbano (pulizia delle strade, dei bagni pubblici, disinfestazioni, cancellazione delle scritte vandaliche ecc.), operando anche conto terzi. [1]

Il bilancio dell’Azienda ha conosciuto il suo anno più nero nel 2008, quando la perdita di esercizio era di 256 milioni 996 mila 777 euro [2]: il direttivo di AMA S.p.a., per scongiurare il collasso finanziario, azzera quindi il capitale sociale contravvenendo a precise norme legislative. [3] Read More

18
Dic
2012

Riequilibrio modale: cosa (non) può insegnarci la Svizzera

Sono in molti, in Italia ma non solo, a considerare il sistema ferroviario svizzero un modello di eccellenza. Eco della proverbiale puntualità elvetica è giunta fino in quel di Cupertino: i programmatori di Apple hanno deciso di riprodurre l’orologio che campeggia nelle stazioni della Confederazione sull’iPad. L’ammirazione sembra essere fondata su solide basi: sia in termini qualitativi che quantitativi l’offerta di servizi per passeggeri e merci non ha probabilmente eguali in Europa.

L’esempio svizzero può quindi essere preso come riferimento per valutare in quale misura una politica di forte sostegno al trasporto ferroviario, che ne elevi significativamente le prestazioni, possa modificare la scelta del modo di trasporto da parte di persone e imprese e contribuire al cosiddetto riequilibrio modale

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