Se lo Stato controlla se stesso
L’obiettivo di “avviare una seria razionalizzazione della spesa pubblica, che faccia della spending review non già lo strumento eccezionale per stringere i bulloni, ma uno strumento ordinario di controllo della spesa che prenda le mosse dalla definizione (…) delle spese realmente necessarie”[1] richiede che, al di là degli ambiti specificamente considerati dal legislatore, ciascuno di noi avvii qualche riflessione al riguardo, anche traendo spunto dal quotidiano.
Se è vero che ogni duplicazione di attività comporta uno spreco di denaro ed energie per chi la effettua, ciò è a maggior ragione grave se la duplicazione avviene ad opera dello stesso soggetto. Se quest’ultimo è lo Stato, se detta duplicazione è finalizzata a controllare, oltre ai propri dipendenti, anche paradossalmente se stesso e, infine, se l’obiettivo di tale duplicazione di attività è la riduzione di quella spesa pubblica che essa stessa va per altro verso a incrementare, la contraddizione di un sistema così strutturato è palese.