Il rimborso dimezzato
“Ogni problema umano ha una facile soluzione: elegante, plausibile e sbagliata”. Il ricordo del fulminante aforisma di Mencken mi sovviene oggi, mentre ferve il dibattito sul provvedimento che il governo Monti sarebbe sul punto di licenziare in materia di risarcimento del danno biologico per lesioni da sinistri stradali (e responsabilità medica). Quella di arginare i rincari dell’assicurazione r.c. auto calmierando i rimborsi è apparentemente un’idea senza controindicazioni: ma non sopravvive a un più attento scrutinio.
L’art. 138 del Codice delle Assicurazioni, in vigore dal gennaio 2006, demandava a un decreto del Presidente della Repubblica la predisposizione di una tabella unica recante i parametri per quantificare e risarcire il danno biologico per le lesioni di non lieve entità riportate nell’ambito di sinistri stradali; e l’art. 355, co. 2 assegnava un termine di 24 mesi per la prima emanazione delle disposizioni attuative, incluso – evidentemente – il d.p.R. di cui all’articolo 138.