19
Mag
2013

L’ottusità fiscale accelera la corsa del debito

Quanto hanno compreso i capi di governo europei delle questioni relative alla sostenibilità dei debiti pubblici? Temo molto poco, dovendo constatare come un rigore fiscale solo apparente, imposto per rendere più sostenibili gli alti debiti pubblici di alcuni paesi,  finisca in realtà con l’accelerare la crescita del rapporto debito/Pil e dunque per renderli meno sostenibili. Si dovrebbe allora più correttamente parlare di ottusità fiscale, anziché di rigore fiscale. Read More

15
Mag
2013

Serial killer — di Gerardo Coco

Riceviamo, e volentieri pubblichiamo, da Gerardo Coco

In questi ultimi anni i maggiori istituti di emissione hanno attuato una politica di tagli sistematici ai tassi di interesse per stimolare l’economia e anche la BCE si è pedissequamente adeguata. Con l’ultimo suo intervento all’inizio di questo mese ha ridotto il tasso da 0.75 a 0.5. E’ inutile ripetere che queste manovre non hanno stimolato e mai stimoleranno le economie. Al massimo beneficiano chi si è indebitato a tasso variabile o ne alleggeriscono la situazione debitoria. Ma quest’ultimo effetto è solo apparente perché in realtà queste riduzioni seriali aggravano il peso del debito, devastano il capitale industriale e aumentano la disoccupazione. Come è possibile che la riduzione dei tassi di interesse possa nuocere al sistema economico? Non è forse abbassando questo costo che se ne migliora la condizione? Accade invece, per quanto possa sembrare paradossale, esattamente il contrario. Il fenomeno non ha nulla di ovvio o intuitivo e prima di spiegarlo con qualche esempio, sono opportune alcune brevi osservazioni.

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8
Mag
2013

Il muro di gomma del Potere

Mai come negli ultimi anni il legislatore ha tentato di sostanziare i principi di efficienza ed efficacia che, ai sensi dell’art. 97 Cost., devono improntare l’attività della Pubblica Amministrazione, in relazione alle esigenze della collettività. La crisi economica ha da ultimo non solo caratterizzato una realtà in evoluzione, ma soprattutto e in modo sempre più rilevante evidenziato nuove istanze di tutela dei cittadini nei riguardi dello Stato e la necessità di interlocutori idonei a soddisfarle.

Eppure, lodevoli intenti normativi, ispirati a finalità di trasparenza, semplificazione, definizione precisa dei soggetti pubblici e dei relativi ruoli nel rapporto con il soggetto privato, non risultano tali da indurre la P.A. a condotte connotate dagli stessi principi, quasi che la conservazione di un qualche margine di opacità sia comunque funzionale alla tutela del Potere. Così l’innovazione tecnologica, strumento essenziale perché qualunque riforma della P.A. possa tradursi in un agire concretamente efficiente ed efficace, finisce per costituire il veicolo nuovo di una realtà amministrativa vecchia: sempre uguale a se stessa per l’incertezza normativa, l’apatia operativa, i risultati insoddisfacenti e talora iniqui.

 

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7
Mag
2013

Cosa si è rotto nel mercato della politica? — di Diego Valiante

Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Diego Valiante.

La politica, come altre forme di mercato senza scambio diretto di moneta, è basata su un  sistema di principali (elettori) e agenti (classe politica) che si rapportano tra di loro sulla base di un delicato mix di incentivi a comportarsi bene o a disobbedire. La “proposta choc” di restituire l’IMU pagata nel 2012, insieme ad altre proposte “indecenti” presentate da altri leaders di partito, sfrutta un problema di incentivi noto da 40 anni in teoria economica e che oggi mostra gli effetti più deleteri nel mercato della politica italiana.

È noto a tutti che l’Italia vive un momento delicato della sua storia e della sua politica economica e gli spazi per l’abolizione di una tassa introdotta, proprio per stabilizzare i conti pubblici nel lungo termine, sono minimi. Per quale motivo allora queste proposte riescono ancora una volta ad attrarre l’attenzione dell’opinione pubblica?

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5
Mag
2013

SOS bollette — di Angelo Spena

Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Angelo Spena.

Ancora aggravi per le rinnovabili. Chi tutela consumatori e famiglie?

Senza troppo clamore, risulta (Il Sole24Ore, 27 aprile 2013) che “il ministro uscente Passera ha trasmesso all’Authority per l’energia i criteri per la rimodulazione della componente A3 della bolletta elettrica con attenuazione, per le imprese energivore, degli oneri di sistema per gli incentivi alle rinnovabili elettriche … Confindustria esprime apprezzamento … una parte degli aggravi compensativi sarà a carico delle utenze domestiche”. Trattasi di regolamento attuativo dell’art.39 del Decreto Sviluppo del giugno 2012, varato in extremis dal governo uscente. Nella partita – in Italia già asimmetrica e impari – tra produttori e consumatori di energia elettrica, di metano, di benzina, di gasolio, un potere dello Stato nei minuti di recupero entra a gamba tesa sui consumatori, mentre tutti guardavano da un’altra parte.

Pagheranno ancora le famiglie, con ulteriori aggravi in bolletta?

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