La crisi e l’impossibilità del keynesiano liberale
Ritorno sul tema della crisi, e delle politiche per uscirne, a breve distanza da un precedente post (“Sono i 70 mld. di Pil in meno che fanno sforare i conti pubblici”) che ha suscitato un certo interesse ed anche interpretazioni discordanti. In esso, in grande sintesi, criticavo gli esiti del rigore fiscale applicato in Italia nell’ultimo triennio: una manovra di finanza pubblica da oltre 80 mld. e 5 punti di Pil, quella realizzata in tre ondate nella seconda metà del 2011, avrebbe dovuto sostanzialmente azzerare il disavanzo in rapporto al Pil mettendo in sicurezza i conti pubblici.