Il Nobel a Tirole: la modernità del rigore teorico—di Simona Benedettini e Carlo Stagnaro
Jean Tirole ha ricevuto il Premio Nobel per l’Economia 2014. La motivazione della Reale Accademia di Svezia fa riferimento alle “sue analisi su potere di mercato e regolazione dei mercati”. Si tratta di una scelta che in quale modo si estende allo storico co-autore di Tirole, Jean-Jacque Laffont, scomparso nel 2004, e che riconosce la rivoluzione avvenuta negli ultimi 30 anni nella microeconomia in generale, e nell’economia industriale e della regolazione in particolare. Ed è un premio che dovrebbe essere letto con particolare attenzione in Italia.
Tirole ha sviluppato un framework teorico, organico e innovativo, nell’ambito della regolazione dei monopoli naturali e ha affrontato in modo pionieristico la questione dell’interazione strategica tra imprese operanti in un contesto oligopolistico. Tuttavia l’originalità delle sue ricerche sta anche negli strumenti di analisi impiegati, come la teoria dei giochi e il mechanism design, che, sfrondando l’analisi dagli elementi inessenziali, come ha scritto Fausto Panunzi, hanno fatto di Tirole quasi uno scultore che “riesce a dare forma alle idee lavorando per sottrazione”.













