Per chi suona la voluntary disclosure?—di Edoardo Ferrazzani
Riceviamo, e volentieri pubblichiamo, da Edoardo Ferrazzani.
L’Agenzia delle Entrate ha dato il là e la banda ha iniziato a suonare. Lo farà per sei mesi, fino alla decorrenza dei termini per la presentazione della domanda di voluntary disclosure, il 15 settembre 2015. Il lungo corteo per l’accaparramento del risparmio in entrata dall’estero ha avuto dunque inizio.
Come noto il governo ha scelto di mettere i risparmiatori italiani con capitali all’estero con le spalle al muro: da una parte con l’introduzione della voluntary disclosure e del reato di autoriciclaggio – previsti dalla legge 186/2014 in materia di “Misure per l’emersione e il rientro dei capitali all’estero nonché per il potenziamento della lotta all’evasione fiscale” – e dall’altra con l’entrata in vigore dei recenti accordi in materia di desecretazione bancaria tra Italia e Svizzera e la creazione della white/black list tra i cosiddetti paradisi fiscali (infografia Il Sole 24 Ore).











