29
Giu
2026

Peter Thiel e l’imminenza/immanenza dell’apocalisse

Ripubblichiamo di seguito l’articolo di Sergio Belardinelli uscito oggi su Lisander

Fa un certo effetto che qualcuno si riferisca a determinati autori o a determinati eventi storici ai quali fai spesso riferimento anche tu, ma lo faccia per trarne conseguenze che sono lontanissime e quasi opposte alle tue. All’inizio ti senti frastornato e magari dubiti di te stesso, ma man mano che leggi e approfondisci quanto ti sta mettendo in crisi, l’atteggiamento cambia e alla fine ti ritrovi ancora più convinto della validità delle tue posizioni. È precisamente quanto mi è successo leggendo Peter Thiel, filosofo e imprenditore di successo, costruttore di una teologia della storia tanto suggestiva quanto discutibile e inquietante, dove a farla da padrone, insieme alla potenza delle nuove tecnologie dell’IA, sono le potenze più antiche dell’apocalisse: l’Anticristo e il katechon, il potere che lo trattiene.

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29
Giu
2026

Supercazzole made in G7

Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Daniele Vecchi

Nell’ambito dell’ultimo meeting del G7 in Francia, alcuni economisti mainstream hanno presentato un rapporto sugli squilibri globali al Presidente Macron. Qui sotto un breve riassunto delle conclusioni che sinceramente lasciano perplessi sotto diversi punti di vista: ad esempio si parla di industrial overcapacity e under investment che sembra una contraddizione palese. A mio avviso sfuggono le finalità e la logica.

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26
Giu
2026

La pervasività della questione demografica

Ripubblichiamo di seguito il contributo di Marco Valerio Lo Prete uscito oggi su Lisander

Quando Sergio Belardinelli mi ha proposto di avviare su “Lisander” un dibattito sulla demografia e sulla (de)natalità in Italia, oltre che sentirmi onorato non ho potuto che dubitare di essere all’altezza del compito. E non perché di demografia non mi sia occupato o non abbia scritto, come giornalista e divulgatore. Armato essenzialmente di curiosità e di domande, negli anni ho tentato di controllare e verificare ipotesi e teorie, come amava ripetere Dario Antiseri, grazie al confronto con i dati e soprattutto con esperti che alla materia hanno dedicato una vita intera di studi, come Antonio Golini, o di impegno informativo, come Piero Angela. Teorie sistematiche in materia o soluzioni definitive al problema, però, non ne ho ancora trovate, figurarsi dunque se ne avevo da offrire a un pubblico tanto avvertito come quello di “Lisander”. Ho ritenuto allora che la cosa più utile che da giornalista potessi fare, di nuovo, era suggerire una prospettiva meno comune per osservare il caso italiano. Ho scelto l’angolo visuale della capacità creativa e di innovazione che viene menospesso senza accorgercene, quando l’invecchiamento (di per sé benemerito) di una popolazione diventa – in proporzione – eccessivo.

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22
Giu
2026

Chi dice che i giovani non hanno creatività?

Riceviamo, e volentieri pubblichiamo, da Daniele Vecchi.

Questo post non ha nulla di politico ma vuole evidenziare che spesso gli stereotipi forniscono una visione distorta della realtà. In giro ci sono tanti giovani che sono creativi, intelligenti e provocano discussioni interessanti. Non conoscono la banalità.

È il caso di Alex Rawnsley, un musicista bravissimo (award winner) e studente al primo anno di PhD alla facoltà di Medicina di Oxford, che dopo aver sentito del caso Moro ha deciso di fare quello che non era mai stato fatto in 50 anni di storia: scrivere un musical.

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22
Giu
2026

La speranza è l’ultima a morire…ma prima deve nascere!

Ripubblichiamo di seguito l’articolo di Sergio Belardinelli uscito oggi su Lisander

Quindici anni or sono, nel 2011, il Comitato per il Progetto Culturale della Conferenza Episcopale Italiana pubblicò presso l’Editore Laterza un volume a più voci che è ancora attualissimo: Il cambiamento demografico. Rapporto-proposta sul futuro dell’Italia. Nella presentazione il Cardinale Camillo Ruini saggiamente individuava due elementi in grado di influenzare l’andamento delle nascite: «il primo è costituito dagli interventi pubblici, cioè da una serie organica di provvedimenti di lungo periodo rivolti non a premere sulle coppie perché mettano al mondo dei figli che non desiderano, bensì semplicemente a eliminare le difficoltà sociali ed economiche che ostacolano la realizzazione dell’obiettivo di avere i figli che esse vorrebbero»; il secondo è «quello delle mentalità» quindi «dei vissuti personali e familiari e della cultura sociale, che influiscono potentemente sui comportamenti demografici».

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18
Giu
2026

Nascita e donazione

Ripubblichiamo di seguito l’articolo di Martina Galvani uscito oggi su Lisander

Di fronte ai dati sempre più preoccupanti della denatalità, ci si potrebbe chiedere se la nascita sia ancora percepita come un dono. La questione non riguarda soltanto le condizioni economiche, i mancati interventi materiali di sostegno alla maternità o, in generale, le politiche familiari, ma tocca il modo in cui comprendiamo noi stessi e il senso del nostro esistere. Nel recente dibattito aperto da Lisander si è già parlato dell’esigenza di riscoprire la vita come dono ricevuto (si veda il contributo di Giorgia Pinelli).

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12
Giu
2026

Perché il futuro di SpaceX non si misura in cifre

di Rainer Zitelmann

Nel 1949, vent’anni prima del primo sbarco sulla Luna, il famoso autore americano di fantascienza Robert A. Heinlein scrisse il racconto breve “L’uomo che vendette la Luna”. Pubblicato per la prima volta nel 1950, il racconto è incentrato su Delos David Harriman, un brillante imprenditore determinato a realizzare la prima missione con equipaggio sulla Luna, a qualsiasi costo. Harriman è irremovibile sul fatto che la missione non debba essere orchestrata o finanziata dal governo. Al contrario, pianifica la spedizione come un’impresa privata a scopo commerciale.

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11
Giu
2026

Due considerazioni sulla denatalità

Ripubblichiamo di seguito l’articolo di Peppino Zola uscito oggi su Lisander

Molto interessante il dibattito aperto da Lisander sul tema della crisi demografica, causata dal fatto che nascono sempre meno figli, con conseguenze devastanti circa il nostro futuro. Sono d’accordo con quanto sostenuto, all’inizio, da Robi Ronza, che ha affermato che «la questione demografica non è di natura socio-politica ma culturale». Molti interventi hanno ripreso questo tipo di considerazione, scrivendo della fine del futuro, del mancato sostegno innanzitutto culturale della famiglia, della mancanza di un orizzonte. Altri interventi hanno insistito sulle questioni politico-sociologiche e, sinceramente, mi hanno meno entusiasmato.

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8
Giu
2026

Una questione di orizzonte. Alle radici della denatalità

Ripubblichiamo di seguito l’articolo di Giorgia Pinelli uscito oggi su Lisander

Sto seguendo con interesse il dibattito aperto da Marco Valerio Lo Prete su Lisander. In particolare, quando Roberta Modugno parla di “fine del futuro” e della sfiducia che l’accompagna, è difficile non pensare all’incipit di The Children of Men di P. D. James (1992): «Oggi, 1 gennaio 2021, tre minuti dopo mezzanotte, l’ultimo essere umano nato sulla terra è rimasto ucciso in una rissa in un bar di un sobborgo di Buenos Aires. Aveva venticinque anni, due mesi e dodici giorni». Il romanzo dipinge un distopico XXI secolo in cui la specie umana ha semplicemente smesso di nascere per l’improvvisa e inspiegabile infertilità del seme maschile su scala globale.

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